Blog sui Libri di Testo

Primi strumenti per la didattica

Indagine composizione libri di testo scuola primaria

Posted by Laura su 10 ottobre 2009

Il Ministero dell’Istruzione annualmente stabilisce, tra le altre cose, anche la composizione dei libri scolastici in formato cartaceo, ovvero quali caratteristiche tecniche essi devovo possedere. Per l’anno scolastico 2009/2010, ciò è avvenuto con il Decreto Ministeriale n. 41/2009.  In particolare, l’allegato 1, al punto 1/B, contiene un paragrafo specificamente dedicato a “Ulteriori caratteristiche tecniche per il libri di testo a stampa – scuola primaria”. Si tratta di un paragrafo molto importante nonché vincolante per gli editori. Iinfatti, così recita il testo: “in relazione ai contenuti essenziali riferiti alle Indicazioni per la scuola primaria, il numero di pagine per i libri di testo è stabilito come segue”, e una tabella riporta chiaramente il numero di pagine che deve avere ogni singolo volume per classe di scuola primaria (non è prevista, pertanto, una variazione, in aumento o in diminuzione, a descrizione degli editori, delle pagine dei libri di testo per la scuola primaria).

Un gruppo di esperti ha valutato quante pagine sono necessarie per fornire ad un bambino un valido strumento di studio e apprendimento. Il libro per il bambino non deve essere un peso (in questo caso, non in senso materiale), ma un facile ed agile aiuto.

Ebbene, da una ricerca effettuata sui siti web delle Case editrici più diffuse a livello nazionale  (ognuno può verificarlo), è risultato che i testi (e ne abbiamo presi molti in esame) si compongono di un numero di pagine doppio rispetto a quello previsto dalla norma.

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3 Risposte to “Indagine composizione libri di testo scuola primaria”

  1. Mariamatilde said

    Mi piacerebbe sapere quante sono le pagine “necessarie per fornire ad un bambino un valido strumento di studio e apprendimento”.
    Sarebbe interessante proporre ai blognauti di compilare una tabella da cui evincere il ‘peso’ della storia, il ‘peso’ della lingua italiana’ ecc…, considerato che per ogni disciplina i ragazzi (ad esempio di scuola media)hanno dovuto acquistare diversi libri, tanto che non basta più uno zaino, ma spesso oltre allo zaino, si caricano di un ulteriore contenitore.
    Complimenti ancora per questo blog. E’ una bella opportunità per far circolare informazioni e idee.
    Il mio nome in codice?
    ci devo pensare

  2. Laura said

    In verità non è una questione di pagine, ma di capacità del docente di saper trasmettere e infondere…
    Esco un attimo dal ruolo (sono un’impiegata ministeriale cui è capitato di trattare marginalmente di libri di testo) e faccio riferimento alla mia esperienza personale: durante gli anni di liceo (ho frequentato un liceo classico di Roma) non ho mai acquistato il libro di filosofia: la mia preparazione, come quella dell’intera classe, si basava sullo studio degli appunti presi durante la lezione. Appunti, formidabili che ho poi utilizzato con grande profitto anche all’Università.
    A mio giudizio, Il libro di testo dovrebbe essere ridotto ai minimi termini, per lasciare spazio all’autonomia, all’iniziativa e alla capacità del docente.
    Di certo, stabilire “i minimi termini” non è facile per chi non lavora giornalmente con gli studenti. L’idea di una tabella da proporre a chi visita il blog (e che magari lavora nella scuola) è buona, ed è un modo per avere un dato davvero importante.
    Non dimentichiamo, comunque, che il numero delle pagine dei libri di testo è stabilito dalla norma, come ho guià avuto modo di dire, solo che gli editori puntualmente la disattendono, pubblicando nella scuola primaria libri che raddoppiano il numero di pagine consentito (con le note conseguenze di peso e di costi).
    Attendo un prototipo di tabella…

  3. Mariamatilde said

    Come promesso invio una possibile scheda da compilare con la speranza che ci siano molti interessati alla questione numero testi, pagine e peso dei libri. I dati ricavati potrebbero essere la base di una riflessione più ampia sulla ‘quantità’ delle cose da apprendere, il tempo scuola , la qualità degli apprendimenti.

    l’inguaribile curiosa

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